Taralli caserecci

Stuzzichini appetitosi realizzati con un impasto semplice, arricchito dal profumo delicato dei semi di finocchio. Sono perfetti per accompagnare formaggi e salumi, ma sono buonissimi anche se mangiati da soli.

Giulia Evolo Autore:

Pubblicato: | Aggiornato:

Snack fatti in casa

Avete presente quando siete davanti alla televisione e avete voglia di sgranocchiare qualcosa di buono? Ecco, la prima cosa che mi viene in mente in questi casi sono le classiche patatine fritte ma fin ora ho sempre rinunciato, avendo da tempo ormai un regime alimentare tendenzialmente sano.

Per questo motivo ho imparato a preparare i taralli caserecci,  sporcando ovunque ma divertendomi un sacco! Questi deliziosi stuzzichini, sono una versione semplificata e un po' più leggera di quella tradizionale.
Ovviamente la quantità di finocchio in semi è soggettiva perché varia in base al gusto personale. In particolare, i più utilizzati sono i semi, ricchi di oli essenziali e dalle grandi proprietà digestive, antisettiche e diuretiche.

Ogni regione italiana propone la propria variante di taralli nella versione classica (specialità tipica del Sud Italia), oppure aromatizzati come in questo caso, ma possiamo usare anche il peperoncino, l'origano o altre spezie che più ci piacciono.
Oggi vi propongo la mia ricetta, cosicché possiate allietare i vostri palati e, perché no, anche quelli dei vostri compagni di tavola.
Vediamo insieme come preparare questi taralli caserecci!

Informazioni

Ingredienti

Preparazione

  1. In una terrina ho setacciato le farine e unito il sale. Ho formato una fontana e al centro ho versato il vino e cominciato a impastare.

  2. Ho unito a filo l'olio e per ultimo i semi di finocchio. Ho continuato a impastare per altri dieci minuti circa, finché l'impasto è risultato liscio.

  3. Ho avvolto l'impasto nella pellicola e lasciato riposare per 30 minuti.

  4. Trascorso questo tempo, ho diviso l'impasto in pezzetti da cui ho ricavato dei bastoncini del diametro di 1 cm circa e lunghi 8 cm. Ho sovrapposto le due estremità schiacciandole col dito in modo da sigillarle.

  5. Nel frattempo ho portato a ebollizione una capiente pentola d'acqua in cui ho versato un cucchiaio di sale.

  6. Ho calato una decina di taralli per volta e cotto fino a che non sono arrivati in superficie, poi li ho sollevati con una schiumarola e messi su un canovaccio pulito, uno accanto all'altro, e li ho lasciati asciugare per tutta la notte.

  7. Il giorno seguente ho trasferito i taralli su una placca da forno ricoperta di apposita carta  e infornato a 200°C per 30 minuti circa.

 

Consiglio per l'impasto non omogeneo

Se l'impasto dovesse risultare troppo "sbricioloso", aggiungete un pochino di olio o di vino. Viceversa, se l'impasto dovesse essere troppo morbido, aggiungete un pochino di farina.

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GiuRodimangiarsano 

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